fbpx

Il caso di investimento per la sostenibilità dell’alimentare

Siamo nel bel mezzo della di una rivoluzione alimentare. Non solo vogliamo sapere di più su cosa mettiamo in bocca, ma anche su come è stato prodotto. Questo trend è molto più che un fuoco di paglia, è una risposta globale a un problema e che deve essere risolto a livello, appunto, a livello globale.

 

Il sistema alimentare già ora fatica a garantire l’approvvigionamento necessario per una popolazione mondiale di oltre 7 miliardi di persone.[1] L’obesità e le malattie ad essa legate sono in crescita e gli impatti sull’ambiente di allevamenti intensivi e di processi industriali inquinanti sono ormai più che evidenti. A meno che non cambi qualcosa, queste problematiche non potranno fare altro che peggiorare, dato che la popolazione si sta avviando a raggiungere i 10 miliardi di persone per il 2050.[2]

Dall’altro lato, tuttavia, stiamo diventando dei consumatori più coscienziosi. Facciamo attenzione alla provenienza, ad acquistare prodotti del luogo e, cosa più importante, ci preoccupiamo della nostra salute. E queste sono buone notizie. Attualmente, un gran numero di imprese è nato per soddisfare la crescente domanda di cibo salutare, nutriente ed economico, coltivato con tecniche a impatto ambientale basso o nullo e che non comportano un’impennata dell’emissione di gas serra o la perdita di biodiversità.

Presi nel loro insieme, i modelli di business che ruotano attorno all’alimentazione sostenibile rappresentano un enorme mercato in espansione e destinato a durare nel tempo. Il comparto del cibo tocca numerosi settori tradizionali, pertanto il cambiamento non sarà solamente profondo, ma anche trasversale. Insieme al passaggio alla mobilità elettrica e alla crescente importanza delle energie rinnovabili, vediamo nella rivoluzione alimentare in atto una di quelle opportunità di investimento destinare a generare rendimenti notevoli sul lungo termine.

 

Come siamo giunti a questa rivoluzione?

In termini semplici, il tradizionale sistema produttivo di cibo era, e continua ad essere, insostenibile.

L’approccio di “economia di scala” ha causato conseguenze devastanti.

Qualche esempio? L’uso senza limiti di prodotti chimici, fertilizzanti sintetici e ormoni; pessime condizioni igieniche e di vita degli animali allevati; deforestazione e distruzione della biodiversità; erosione del suolo e degli ambienti naturali; proliferazione di imballaggi di plastica. Qualsiasi scienziato può confermare oggi che tutte queste pratiche hanno portato a danni ambientali estesi e a emissioni di gas serra con conseguenze  sugli ecosistemi locali, regionali e persino globali.

Abbiamo anche assistito a uno spostamento sproporzionato dei centri di produzione di generi alimentari nei paesi meno sviluppati. Questo ha perfettamente senso per le imprese provenienti dalle nazioni sviluppate: le tasse sono inferiori, il costo del lavoro minore e anche le regolamentazioni ambientali sono meno stringenti. Ma le conseguenze si sono rivelate pesantissime, in particolare per la salute della popolazione, l’ecosistema delle foreste e addirittura per le culture locali.

Il World Resource Institute ha descritto al meglio le dimensioni di questa crisi:

“Se i livelli di efficienza produttiva di oggi dovessero rimanere costanti fino al 2050, nutrire la popolazione del pianeta comporterebbe la distruzione della maggior parte delle foreste, la scomparsa di altre migliaia di specie e l’emissione di talmente tanto gas serra da superare da solo gli obiettivi di 1,5° e 2° fissati con l’Accordo di Parigi, anche se si portassero a zero le emissioni di ogni altra attività umana.”[3]

Le conseguenze sanitare del sistema attuale sono altrettanto sconsolanti. Come si può immaginare, prediligere la quantità alla qualità ha peggiorato la qualità del cibo in tutto il mondo, cambiato i nostri regimi alimentari e comportando un’impennata di molte malattie. Circa 463 milioni di persone nel mondo soffre di diabete secondo la International Diabetes Federation, e nel 2045 il numero potrebbe raggiungere i 700 milioni.[4]

 

Le cose possono cambiare?

Oggi si nota un marcato spostamento dal sistema di produzione tradizionale verso un nuovo sistema più sostenibile.

L’alimentazione sostenibile fa sostanzialmente quanto promette: fornisce cibo sano alle persone e, al tempo stesso, tutela l’ambiente e le reti economiche e sociali legate all’alimentazione. Il cambiamento in atto riguarda tanto la distribuzione, quanto la dieta delle persone e la riduzione degli sprechi.

Un’alimentazione sostenibile è ora considerata fondamentale da molti, se non da tutti, i sottoscrittori dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’ONU.[5]

Le società che si allineano con questi obiettivi presentano il mix perfetto di altissimo potenziale di crescita e piena sostenibilità del proprio business; essere esposti a questa opportunità di investimento tematica dovrebbe essere considerato, perciò, praticamente imprescindibile.

Ci sono tanti sottosettori attraverso i quali ottenere una buona esposizione, tra cui il cibo di origine vegetale, le aziende che testano la qualità degli alimenti, l’agricoltura di precisione e innovativa, il packaging sostenibile.[6]

Il futuro dell’alimentazione è in mano nostra. Investirciora significa sostenere industrie e tecnologie alimentari innovative che possono nutrire il mondo, preservando i suoi ecosistemi per le generazioni a venire.

 

ETF Correlato:

FOOD: Rize Sustainable Future of Food UCITS ETF

 

ReferenzAe:

[1] Worldometer, “World Population”, October 2020. Available at: https://www.worldometers.info/world-population/#:~:text=7.8%20Billion%20(2020),Nations%20estimates%20elaborated%20by%20Worldometer.

[2] United Nations, “The World’s Population Is Set to Reach 11 Billion by 2100”, 2018. Available at: https://www.statista.com/chart/3823/the-worlds-population-is-set-to-reach-11-billion-by-2100/

[3] World Research Institute, “Executive Summary (Synthesis)”, 2020, Available at: https://research.wri.org/wrr-food/executive-summary-synthesis

[4] International Diabetes Federation, “Facts and figures”, February 2020. Available at: https://www.idf.org/aboutdiabetes/what-is-diabetes/facts-figures.html

[5] Food and Agriculture Organization of the United Nations, “Sustainable food systems”, 2020. Available at: http://www.fao.org/3/ca2079en/CA2079EN.pdf

[6] Tematica Research, “Sustainable Future of Food Global Classification”, Pages 4-8. Available at: https://rizeetf.com/wp-content/uploads/2020/09/Tematica-Research-Sustainable-Future-of-Food-Global-Classification.pdf

 

  • 1
  • 2
  • 3

Select Your Country

United Kingdom
Germany
Italy
Switzerland
Austria
Denmark
Finland
Ireland
Luxembourg
Netherlands
Norway
Spain
Sweden

Select Your Investor Type

======